Strumenti ancestrali e ipnotici

data: 10/08/2012 ora: 21:00:00

 

Nel corso della serata si alternano e inter-agiscono il duo “Mitumba” e il duo “Tupa Ruja”, progetti musicali nostrani che propongono accostamenti originali e inconsueti tra strumenti come il didgeridoo, il theremin e la voce. Dal sodalizio tra i torinesi Andrea Ferroni e Lorenzo Giorda in arte Lord Theremin, nasce “Mitumba” che in lingua Swahili identifica in Africa le balle di vestiti usati che gli occidentali depositano nei cassonetti per la raccolta di beneficenza. Gli africani, li chiamano “I vestiti dei bianchi morti” dato che per loro è inconcepibile buttare una cosa che si può usare ancora. La proposta accosta due strumenti con cinquemila anni di differenza di età: il didgeridoo, un tronco cavo svuotato dalle termiti, suonato dagli aborigeni australiani da migliaia di anni, e il theremin, strumento tecnologico inventato dal russo Lev Termen intorno agli anni venti. L’impatto è forte, in modo particolare dal vivo, dove il carattere ipnotico degli strumenti si abbina a gestualità ancestrali che colpiscono l’immaginario dello spettatore. Andrea Ferroni è uno tra i più significativi esperti italiani di didgeridoo, insegnante, ricercatore e costruttore di questo strumento, ha suonato in tutta Europa ed è stato il direttore artistico del festival internazionale dedicato al didgeridoo “Didjin’Oz” di Forlimpopoli. Lorenzo Giorda è considerato un virtuoso e innovatore dell’etereo theremin; capace di improvvisare con qualsiasi altro strumento vanta numerose collaborazioni ed esperienze nella musica tradizionale, elettronica e sperimentale, nonché con svariati dj e artisti indipendenti. Tupa Ruja, ovvero Terra Rossa, è un duo composto da Martina Lupi e Fabio Gagliardi. Qui il magico strumento dei deserti australiani accompagna la voce femminile, in canzoni originali attraversate da melodie mediterranee e sonorità arcaiche ed ancestrali, che inducono un’attitudine spirituale e un’atmosfera romantica e meditativa. Il progetto è ben rappresentato nel recente album autoprodotto dal titolo “suono dunque sono”, dove trovano spazio dodici canzoni scritte da Martina Lupi.