Nel magico mondo della musica nomade

data: 15/08/2012 ora: 21:00:00

 

Il deserto del Thar viene considerato la culla ancestrale dei gitani che dall’India hanno percorso il mondo verso ovest. Siamo nel Rajasthan terra di imperatori e maharajas, ma anche di musicisti nomadi che allietavano la vita di corte come quella della gente più umile, raccontando storie e leggende o invocando le qualità spirituali e divine. A questa millenaria stirpe di trovatori asiatici appartengono i Dhoad, musicisti, poeti, artisti di strada e incantatori di serpenti, che incarnano fedelmente la più autentica tradizione gitana. Il gruppo è composto da cinque musicisti, una ballerina e un fachiro. Gli strumenti sono tabla e dholak (tamburo orizzontale a due pelli), harmonium, voce, castagnette. Per loro la musica è un’arte che si trasmette di padre in figlio da generazioni, mentre lo spettacolo è una dimensione sospesa tra sogno e realtà dove il ritmo incalzante delle percussioni, eleva il canto a preghiera e la danza a rappresentazione mitologica. La dimensione magica è poi enfatizzata dalla presenza del fachiro che introduce momenti acrobatici col fuoco e giochi di equilibrio e destrezza. La sonorità dei Dhoad rappresenta una combinazione unica di cultura indiana, araba e gitana, ed è influenzata non solo dalle tradizioni del Rajasthan ma anche dal canto spirituale qawwali (legato alla mistica del sufismo pakistano e resa famosa nel mondo dal grandissimo NusratFateh Ali Khan) tradotto in forme più popolari. Il gruppo ha raggiunto fama mondiale partecipando a prestigiosi festival come Womad e Sfinks, suonando nell’ambito dei Giochi Olimpici di Atene e recentemente per il neopresidente francese F. Hollande. Il direttore artistico Rahis Bharti è noto anche in Italia per le collaborazioni con Mario Tronco e L’Orchestra di Piazza Vittorio. Due CD pubblicati “The Dhoad Gypsies from Rajasthan” (ARC 2005) e “Roots Travellers”(2010 Harmonia Mundi).