ITINERARI FOLK 2011 24^ EDIZIONE “DIASPORE”dal 05/07/2011 - al 15/08/2011

organizzatore Centro Servizi Culturali S.ChiaraVia S. Croce, 6738100 Trento
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note Quando parliamo di world music, musica etnica o tradizionale, è inevitabile affrontare la questione delle identità, che oggi rappresentano una dimensione mutante soprattutto nei contesti globalizzati. Le migrazioni, in cui possiamo far rientrare anche il fenomeno della “diaspora”, producono in una dimensione temporale storica fenomeni di modellazione o di articolazione delle identità che si incontrano. Nelle società occidentali, inoltre, l’incontro di culture diverse ci propone non da oggi un fenomeno peculiare, quello della creazione di linguaggi sincretici in grado di mettere in relazione e talora di armonizzare, con risultati anche sorprendenti, identità (nel nostro specifico musicali) assai diverse e apparentemente molto distanti. Il programma della ventiquattresima edizione di Itinerari folk suggerisce una riflessione su questi aspetti. Il tema della diaspora, in primis, sollecitato dalla prestigiosa presenza dell’artista peruviana Susana Baca, già vincitrice del Grammy Award, che anche nel suo ultimo lavoro appena uscito ad aprile (Afrodiaspora) prosegue la sua indagine sull’influenza nera in America Latina. Il trio polacco “Kroke” (l’antico nome yiddish di Cracovia) è un’altra straordinaria perla del calendario 2011, una formazione che si è evoluta a partire dalla tradizione dei Klezmoryn e che rievoca la vicenda degli ebrei ashkenaziti nell’Europa centrale. E ancora il nuovo progetto di Baba Sissoko, il griot maliano emigrato in Italia che realizza il sogno di riunire i musicisti della sua famiglia per raccontarci, con i tamburi parlanti, le tradizioni di un continente che ha vissuto la più incredibile diaspora che la storia ci ha fatto conoscere. Il tema africano continua anche in Rugu Project, ideato dal polistrumentista burkinabè Hado Ima con Andrea Muraca. In tutto, dal 5 luglio al 15 agosto, tredici serate da segnare sul calendario. L’apertura è affidata ad un’inedito Sergio Berardo, icona delle tradizioni occitane e protagonista del folk rock con il gruppo “Lou Dalfin”. La Svezia è rappresentata dal trio Väsen, uno degli appuntamenti più intriganti per chi ama le corde e la musica acustica. C’è il tango classico e il suono inconfondibile del bandoneon con il quartetto di Ariel Ramirez, la world music in salsa danese di “Himmerland”, l’avanguardia del gruppo catalano “Kaulakau”. Tra le proposte italiane il gradito ritorno della chitarra di Beppe Gambetta, questa volta accompagnato dal virtuoso scozzese Tony McManus, l’ensemble del giovanissimo Alessandro Tombesi che presenta il suo primo CD a base di arpa, ricco di idee e qualità, ed infine la particolare passione di Luca Tomassini, in arte Jontom, per l’Ukulele, un piccolo strumento che non mancherà di incuriosire.


GAIA QUATRO Giappone - Argentina

concerto: GAIA QUATRO Giappone - Argentina
data/ora data: 15/08/2011 / ora: 21:00:00
citt�
via
luogo
Trento
Giardino S. Chiara
gruppo: GAIA CUATRO
Tipo di Musica: LEGAMI DELLA TERRA TRA GIAPPONE E ARGENTINA
suonatori: ASHKA KANEKO violino TOMOHIRO YAHIRO percussioni GERARDO DI GIUSTO pianoforte CARLOS ‘EL TERO’ BUSCHINI basso
note: “Gaia Cuatro è un vero gruppo contemporaneo. Perché attraversa i continenti e li unisce con un filo sottile ma robusto che si dipana, dall’Argentina al Giappone passando per l’Italia e la Francia, in un gioco musicale che è coerente, coraggioso ed innovativo…colpisce la capacità di metabolizzare le diverse culture musicali per farle diventare un unico strumento comunicativo.”. Sono alcune delle parole entusiastiche che Paolo Fresu ha regalato a questo quartetto nato dalla fusione tra intensità argentina e raffinatezza nipponica. Sulla sottile tessitura ritmica creata dal percussionista Yahiro Tomohiro e dal bassista Carlos “El Tero” Buschini, gioca la scrittura pianistica di Gerardo Di Giusto a totale servizio del virtuosismo mozzafiato di Ashka Kaneko, star del violino jazz nel suo paese d’origine. Atmosfere di tango e suoni etnici del Giappone diventano per magia una tavolozza timbrica di colori inusuali che incarnano il vero senso della contemporaneità odierna che è culturale e geografica. Musica anticonvenzionale, suonata con naturalezza ed eleganza, una finestra sull’arte dell’improvvisazione oltre i confini dei generi.